L’iPhone 5, visto dalla Cina

L’iPhone5 non aveva fatto in tempo ad uscire che già le parodie impazzavano. Sulle presunte strepitanti novità del nuovo giocattolino made in Apple ma non solo. Ad esempio, il canale YouTube Tea&Cheese ha pubblicato il trailer di un finto videogioco che mette nei panni di un lavoratore (o di un dirigente) della famigerata fabbrica Foxconn. Al grido di “sfruttare i lavoratori cinesi è strepitoso!”

Un vero videogioco sul tema, in effetti, esiste già da un paio d’anni, ma non ha avuto vita facile. Si tratta di Phone Story, una app che ha di sicuro toccato molti nervi scoperti (ed è stata bandita dagli App Store).

Creatura di Molleinustria, Phone Story è un gioco che denuncia il lato oscuro della mela morsicata. La terribile vita dei lavoratori addetti all’estrazione delle terre rare, i ritmi serrati nelle fabbriche di assemblaggio che hanno portato diversi lavoratori al suicidio, gli effetti del martellamento pubblicitario, i pericoli dei rifiuti tossici.

Il livello dedicato allo smaltimento dei rifiuti pericolosi (forte: PhoneStory.org)

L’applicazione è stata giudicata non conforme dalla Apple perché presenta scene di violenza sui minori (i bambini di cui si denuncia lo sfruttamento) e contenuti discutibili (a giudizio – si capisce – della stessa Apple).

Su Android, Phone Story continua a essere tranquillamente scaricabile. Il 30% del ricavato va a Google, il 70% a Molleindustria, che lo rigira direttamente alla Sacom (Students and Scholars Against Corporate Misbehavior), un’associazione di Hong Kong che sta lavorando proprio sul caso Foxconn.

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Informazioni su rossarossana

Milano, 1988. Ho cinque anni. Quando me lo chiedono, rispondo che da grande farò la giornalista. Il piano B è quello di riportare in vita i dinosauri. Nei circa vent’anni successivi colleziono una laurea in Editoria e Comunicazione Multimediale, una lunga militanza in Amnesty International e un master in giornalismo alla IFG/Walter Tobagi. Ora spero di poter coronare il mio sogno di sempre. Ai dinosauri penserò la prossima volta.
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