Assange, Wikileaks e un mondo che fa acqua (da tutte le parti)

Ne è passata di acqua sotto i ponti dal dimenticabile Wikileaks The game, che mostrava un arzillo Assange rubacchiare informazioni sotto la scrivania di Obama. Due anni dopo Wikileaks langue, lontana dai fasti di un tempo, con il suo fondatore bloccato da mesi nell’ambasciata ecuadoregna di Londra.

Chi volesse rivivere i tempi d’oro (ma anche chi ha sempre sentito parlare di Wikileaks senza mai prendersi la briga di approfondire la questione) può farlo con due videogiochi gratuiti disponibili in rete. Il primo, You Shall Know The Truth, piuttosto didascalico, consente di ripercorrere tutti i segreti più scottanti rivelati dall’organizzazione, mettendo il giocatore nei panni di un agente segreto in cerca di prove da distruggere. A seconda delle scelte (anche di coscienza) fatte cambia il finale

Una schermata di You Shall Know The Truth

Una schermata di You Shall Know The Truth (fonte: gamesforchange.org)

Il secondo, semplice ma di grande impatto visivo, è stato creato da quei geniacci di Molleindustria, che hanno voluto rendere visivamente l’organizzazione del potere mondiale secondo Assange. Si chiama Leaky World. Anche qua si gioca nei panni del “carttivo”, un regista occulto che fa scorrere le informazioni riservate da un punto all’altro del pianeta. Lo scopo è quello di collegare i vari punti nevralgici senza sovraccaricarli. In caso contrario inizieranno immediatamente a “perdere acqua” (“leak” significa letteralmente falla, fessura), creando un’onda lattiginosa che minaccia di sommergere tutto il planisfero. Compreso, almeno stando agli ultimi fatti di cronaca, lo stesso Assage.

Uno screenshot di Leaky World (fonte: Molleindustria.org)

Uno screenshot di Leaky World (fonte: Molleindustria.org)

Informazioni su rossarossana

Milano, 1988. Ho cinque anni. Quando me lo chiedono, rispondo che da grande farò la giornalista. Il piano B è quello di riportare in vita i dinosauri. Nei circa vent’anni successivi colleziono una laurea in Editoria e Comunicazione Multimediale, una lunga militanza in Amnesty International e un master in giornalismo alla IFG/Walter Tobagi. Ora spero di poter coronare il mio sogno di sempre. Ai dinosauri penserò la prossima volta.
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