Sparare agli zombie, al poligono virtuale di Milano

Terroristi e criminali per le forze dell’ordine, zombie mangiatori di cervelli se sei un civile in visita. La divisione tra gli scenari destinati ai professionisti e agli amatori è netta e, per Davide Padovan – uno dei responsabili della struttura – fondamentale.

Siamo a Urban 9mm il nuovo poligono di tiro virtuale di Milano. Una struttura unica in Italia, che ha aperto ai primi di febbraio, 5mila metri quadrati di palestre e 16 simulatori pensati per chi per lavoro deve saper maneggiare un’arma ma aperta a tutti.

Davide Padovan, uno dei responsabili i Urban 9mm

“Chi viene qua non per lavoro vuole divertirsi”, spiega Davide. “Ma noi prediamo le nostre precauzioni: non permettiamo ai genitori di portare ragazzini sotto i 16 anni. Non perché sia pericoloso, ma perché non vogliamo che la cosa sia presa come un gioco. Per la stessa ragione abbiamo deciso di costituirci come associazione, in modo da poter allontanare più facilmente che si mostra troppo esaltato”.

Una delle armi con puntatore laser a disposizione

Gli scenari sono virtuali ma molto verosimili. Dalla Beretta fino al fucile d’assalto, tutte le armi riproducono particolari e peso di quelle vere. Al posto del proiettile, hanno un puntatore laser invisibile che interagisce con lo schermo del simulatore. Le simulazioni non sono ricostruzioni al computer ma filmati con attori veri, ad esempio, a una ragazza con la felpa rosa che spara da dietro la portiera di una macchina. Ma è uno spezzone visibile solo dagli addetti ai lavori.

“Saper maneggiare un’arma è importante, ma non vogliamo assolutamente che la gente si abitui all’idea di sparare alla gente”, dice Padovan. “Per questo, per i non professionisti abbiamo creato scenari da film horror, con gli zombie che si aggirano nella nebbia. Tra gli attori, mascherati e travestiti, ci sono anch’io”.

Informazioni su rossarossana

Milano, 1988. Ho cinque anni. Quando me lo chiedono, rispondo che da grande farò la giornalista. Il piano B è quello di riportare in vita i dinosauri. Nei circa vent’anni successivi colleziono una laurea in Editoria e Comunicazione Multimediale, una lunga militanza in Amnesty International e un master in giornalismo alla IFG/Walter Tobagi. Ora spero di poter coronare il mio sogno di sempre. Ai dinosauri penserò la prossima volta.
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