Mille vite, virtuali ma non troppo

Volete sapere come vive una contadina canadese, un sarto del Bangladesh o un ingegnere informatico polacco?

Real Life è un simulatore di vite. Pensato per uso scolastico, funziona benissimo anche con gli adulti. Il gioco è semplice.  All’inizio di ogni partita, viene assegnata al giocatore un’identità casuale tra migliaia presenti nel database, costruite partendo da statistiche che tengono conto del tasso di crescita della popolazione di ciascuna nazione.

É molto probabile nascere in India, Cina o Africa, ma si può scoprire anche di essere figlio di un avvocato americano o di una casalinga di Cuneo. Si possono avere uno o due genitori e un numero variabile di fratelli, da zero a moltissimi.

A questo punto, come in un qualsiasi gioco manageriale, tocca a noi decidere come impiegare il reddito familiare, se coltivare degli hobby, quante relazioni avere. La crescita del personaggio viene seguita anno per anno, aggiungendo via via notizie sulla cultura del posto.

La vita di Sultan Mahomed

Presto si scopre che la possibilità del nostro protetto di prendere decisioni sulla propria vita – come la scelta di continuare gli studi o di divorziare da un marito violento -, sono di fatto drasticamente limitate se la sua famiglia è povera o se vive in una dittatura. Ci si trova poi in balia di eventi incontrollabili e frustranti. Guerre, disastri naturali, abusi sessuali, arresti arbitrari, carestie. Quando si muore, si può chiedere al programma di iniziare una nuova vita in un altro punto del Globo.

Qui trovate il demo della versione 2010. E’ in inglese, ma comprensibile anche a chi ha solo un’infarinatura. Provatelo!

Informazioni su rossarossana

Milano, 1988. Ho cinque anni. Quando me lo chiedono, rispondo che da grande farò la giornalista. Il piano B è quello di riportare in vita i dinosauri. Nei circa vent’anni successivi colleziono una laurea in Editoria e Comunicazione Multimediale, una lunga militanza in Amnesty International e un master in giornalismo alla IFG/Walter Tobagi. Ora spero di poter coronare il mio sogno di sempre. Ai dinosauri penserò la prossima volta.
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2 risposte a Mille vite, virtuali ma non troppo

  1. raymonde ha detto:

    interessante, ma non ho mai amato questo tipo di vg. trovo banale il tentativo di “videogiocare” vite reali, insopportabile il dover socialnetworkizzare anche su piattaforma ludica.
    ciao! 🙂

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  2. Mr.Loto ha detto:

    Interessante; un ottimo modo per mettersi, una volta tanto, nei panni degli altri!

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