Niente di nuovo sul fronte orientale

Brutti, sporchi e cattivi. Lo strapotere degli Usa nel campo dei videogiochi e gli strascichi della guerra fredda hanno fatto sì che i russi siano tra i cattivi digitali per eccellenza. Accanto ad alieni, zombie e arabi – new entries del dopo 11 settembre.  Dipinti come soldati con barbe lunghe, capelli incolti, abiti trasandati e un aspetto generale che ne indica lo scarso grado di civiltà complessiva, i russi si battono – e di solito perdono – contro degli inamidati soldati statunitesi.

Il governo  ha deciso che la misura è colma e che è il caso di offrire un punto di vista alternativo. Il ministro delle comunicazioni russo ha chiesto alla Duma l’equivalente di 13 milioni di euro per sviluppare videogiochi patriottici sulla seconda guerra mondiale. Assieme alla richiesta di bandire dal territorio nazionale i giochi nocivi per l’immagine della nazione. Già fuori commercio «Call of Duty: Modern Warfare 2», in cui, nei panni di un infiltrato bisognava sparare sui passeggeri in attesa all’aeroporto di Mosca.

I soldati di "Alfa Antiterror" in azione

Non è la prima volta che il Cremlino si dà alla propaganda video ludica. Già nel 2004 venne finanziato un videogioco dal titolo che era un babà: Pronti a lavorare e a lottare per la Patria. La casa produttrice Mist Land ha invece messo in vendita Alfa Antiterror. Il gioco consente di prendere parte a una squadra antiterrorismo russa e di rivivere scenari quali l’invasione dell’Afghanistan del 1984, i combattimenti al confine con la Georgia e diverse missioni in Cecenia tra cui due a Grozny. Città che nella realtà è stata rasa al suolo dai Russi tra il 1999 e il 2000.

Informazioni su rossarossana

Milano, 1988. Ho cinque anni. Quando me lo chiedono, rispondo che da grande farò la giornalista. Il piano B è quello di riportare in vita i dinosauri. Nei circa vent’anni successivi colleziono una laurea in Editoria e Comunicazione Multimediale, una lunga militanza in Amnesty International e un master in giornalismo alla IFG/Walter Tobagi. Ora spero di poter coronare il mio sogno di sempre. Ai dinosauri penserò la prossima volta.
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Una risposta a Niente di nuovo sul fronte orientale

  1. balcanews ha detto:

    “Il titolo che era un babà”… ti stimo! 🙂

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