Giochi da nerd contro il bullismo

I giochi di ruolo online isolano dal mondo. Ma anche no.

Come per tutto, dipende da come li si usa.

E’ il risultato del progetto antibulli Greis (Giochi di ruolo e interazione sociale), che ha utilizzato World of Warcraft come strumento contro il bullismo. Gli studenti di prima del liceo scientifico milanese Marconi sono stati divisi in tre gruppi. I ragazzi del primo gruppo giocavano a scuola, durante le stesse due ore settimanali. Quelli del secondo gruppo poteva giocarci a casa, quando volevano, per un massimo di due ore al giorno. Quelli del terzo gruppo non giocavano per nulla.

Missione di gruppo in Wow

Missione di gruppo in Wow

Il primo gruppo ha visto migliorare di molto le relazioni interne, soprattutto grazie alle missioni di gruppo che il gioco consente di portare a termine.

Secondo i ricercatori, i multiplayer online «sembrano essere adatti a prevenire comportamenti come il bullismo nelle scuole grazie alla capacità di stimolare comportamenti collaborativi e favorire la crescita dei rapporti interpersonali».

E poi dicono dei nerd…

Informazioni su rossarossana

Milano, 1988. Ho cinque anni. Quando me lo chiedono, rispondo che da grande farò la giornalista. Il piano B è quello di riportare in vita i dinosauri. Nei circa vent’anni successivi colleziono una laurea in Editoria e Comunicazione Multimediale, una lunga militanza in Amnesty International e un master in giornalismo alla IFG/Walter Tobagi. Ora spero di poter coronare il mio sogno di sempre. Ai dinosauri penserò la prossima volta.
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4 risposte a Giochi da nerd contro il bullismo

  1. Pingback: Rose di Cristallo

  2. Luca ha detto:

    Peccato bisogna inventare dei giochi virtuali per poter influenzare dei comportamenti sociali e di gruppo. Sinceramente non va. E’ come se fosse un fallimento anzi lo è. Purtroppo non è un fallimento ammesso dalla scuola.. dai genitori.. C’è tanta ipocrisia ed incoerenza nelle quali i ragazzi crescono.

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  3. Io non ci trovo niente di strano.
    Se li avessero obbligati a fare un progetto in real life anziché giocare online secondo me il risultato sarebbe stato lo stesso. Nel senso che se i ragazzi lavorano insieme ad un progetto, divertendosi, è ovvio che l’affiatamento cresce. Se il progetto è noioso ed inutile, scommettiamo che anziché affiatarsi litigherebbero soltanto?
    Ma forse sto puntualizzando un’ovvietà!

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  4. Anche io penso che sia stata una bella iniziativa… e secondo me i giochi online sono ottimi per sviluppare proprio queste capacità di coordinazione, organizzazione e improvvisazione!
    Virtualmente si possono ricreare situazioni che sarebbero impossibili da attuare in real life, perché i budget delle scuole non potrebbero sostenere simili costi: allora, perché non sfruttare queste tecnologie? Secondo me, hanno fatto benissimo.

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