Il Primo Maggio dei precari e altri cortei virtuali

In principio fu Ultima Online. Nel 1997 fu lì che gli utenti organizzarono  la prima manifestazione di protesta virtuale. I giocatori decisero di mandare in giro nudi i loro avatar in segno di protesta contro i problemi del software del gioco.

Da allora i cortei digitali si sono moltiplicati. Su Sceond Life assemblee politiche e sit-in sono all’ordine del giorno, ma i cortei vengono organizzati nei luoghi più impensati. Il premio per la manifestazione più bizzarra va ai giocatori di World of Warcraft che nel 2008 era uno dei candidati repubblicani alla presidenza degli Usa.

Un degli striscioni dei sostenitori di Ron Paul

Uno degli striscioni dei sostenitori di Ron Paul

I sostenitori del simpatico Paul pensarono bene di far sfilare i loro avatar tra due città dell’Alleanza (che rappresenta le forze del bene, nel mondo del gioco). Chi possedeva un avatar appartenente ai popoli maligni dell’Orda ha dovuto crearsi un nuovo personaggio per poter raggiungere il corteo, che si svolgeva per tutta la sua lunghezza su un territorio nemico. Il risultato fu  una surreale parata di circa trecento tra gnomi, elfi e nani uniti nel sostegno al partito Repubblicano. Esclusi orchi, trolls e zombie. Gli organizzatori devono aver pensato che al loro presenza  non avrebbe giovato alla popolarità del loro protetto.

La Mayday Netparade

Nel 2004 venne addirittura creato dal collettivo Molleindustria un software per la creazione di “net parade”. Fu utilizzato per organizzare una manifestazione parallela a quella del primo maggio ad uso di quei lavoratori precari che non avevano potuto abbandonare l’ufficio. La MayDay NetParade riscosse un notevole successo tanto che il programma venne riutilizzato in tutto il mondo per gli scopi più disparati, dalle campagne contro la tortura a quelle per la liberazione di qualche prigioniero politico.

Fu utilizzata di nuovo nel 2005. Poi se ne sono perse le tracce.  Ma il corteo originale è ancora sul web.

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Informazioni su rossarossana

Milano, 1988. Ho cinque anni. Quando me lo chiedono, rispondo che da grande farò la giornalista. Il piano B è quello di riportare in vita i dinosauri. Nei circa vent’anni successivi colleziono una laurea in Editoria e Comunicazione Multimediale, una lunga militanza in Amnesty International e un master in giornalismo alla IFG/Walter Tobagi. Ora spero di poter coronare il mio sogno di sempre. Ai dinosauri penserò la prossima volta.
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