Heavy Rain: un nuovo modo di fare i videogiochi

Esce oggi “Heavy Rain”, il gioco che promette di cambiare il mondo dei videogames. Il creatore è David Cage, già artefice del visionario “Omikron: the nomad soul”. L’obiettivo dichiarato è quello di far entrare l’emozione nei videogiochi. Quelli classici, secondo Cage, bluffano. Usano, per creare tensione, le sequenze filmiche, durante le quali non è possibile interagire.

Una schermata di Heavy Rain

Una schermata di Heavy Rain

La sfida di Heavy Rain è invece quella di commuovere attraverso il gameplay. Cage racconta che l’idea alla base – la storia di un quartiere terrorizzato da un serial killer di bambini – nasce da un’esperienza personale. Una volta, al supermercato con la moglie, perse di vista il figlio ancora piccolo. “Siamo entrati in una stato di puro panico e per dieci minuti abbiamo visto l’inferno”. Il gioco – spiega – vuole trasmettere il senso di angoscia di quei dieci minuti.

Un risultato ricercato attraverso duemila pagine di sceneggiatura e diciotto mesi di riprese con attori digitalizzati tramite la motion capture. La storia struggente, personaggi psicologicamente dettagliati, un fotorealismo estremo e un meccanismo di gioco innovativo hanno fatto il resto.

Una schermata di Heavy Rain

Una schermata di Heavy Rain

La novità principale è che la trama si evolve seguendo le decisioni che il giocatore è continuamente costretto a prendere e l’uccisone di uno dei quattro personaggi comandati dal giocatore non porta necessariamente ad un game over. In caso di morte, il tessuto narrativo si evolve in modo diverso e non c’è possibilità di tornare indietro e salvare i protagonisti. Anche per questo, Cage consiglia di giocare a Heavy Rain una volta sola (in pratica, una piccola osgon in formato casalingo). Le prime recensioni – per ora il titolo è disponibile solo per Ps3 – sembrano entusiaste.

“Né film, né gioco. Semplicemente qualcosa che prima non esisteva” l’ha definito Terry Gillian, regista de L’ Esercito delle 12 Scimmie, che ha partecipato alla presentazione del gioco.

Annunci

Informazioni su rossarossana

Milano, 1988. Ho cinque anni. Quando me lo chiedono, rispondo che da grande farò la giornalista. Il piano B è quello di riportare in vita i dinosauri. Nei circa vent’anni successivi colleziono una laurea in Editoria e Comunicazione Multimediale, una lunga militanza in Amnesty International e un master in giornalismo alla IFG/Walter Tobagi. Ora spero di poter coronare il mio sogno di sempre. Ai dinosauri penserò la prossima volta.
Questa voce è stata pubblicata in Quando giocare è un'arte e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...