Clodotramp: Street Fighters ai tempi della crisi

Ai bei tempi, gli eroi preferiti dagli  sviluppatori di videogiochi erano principi arabi, idraulici con i baffi, energumeni che se le davano di santa ragione e istrici dalle tendenze suicide.

Ora vanno per la maggiore killer professionisti ladri d’auto, e, come si è visto, stupratori seriali. Gli steet fighters ci sono ancora ma non sono più quelli di una volta.  La tedesca Farbflut Entertainment si è inventata – presumo al solo scopo di fare scalpore – Clodotramp, il primo videogame in cui si vestono i panno di un senzatetto.

Clodotramp

Il giocatore parte dai bassifondi di Parigi e  deve risalire lentamente la scala sociale fino ad arrivare a Versailles (o a Manhattan, nella versione internazionale). Per farlo, può collezionare bottiglie, chiedere l’elemosina, svaligiare le macchine automatiche o aggredire i compagni di sventura per derubarli. Unico fedele alleato, un animale da compagnia, di solito un topolino o un insetto.

Il gioco, disponibile anche su Facebook con il nome di Street Rivals (in versione molto semplificata e molto noiosa), ha suscitato le vivaci polemiche dei gruppi di supporto agli homeless e della Croce Rossa francese. Un portavoce ha definito sul Telegraph reporting il gioco “una disgrazia: è degradante, umiliante, rendere i senzatetto oggetto di derisione”.

Street rivals

Il fatto che la Farblut doni regolarmente parte del ricavato in beneficenza non è sufficiente a placare gli animi. Il gioco ha collezionato in pochi giorni più di 5mila utenti registrati.

Informazioni su rossarossana

Milano, 1988. Ho cinque anni. Quando me lo chiedono, rispondo che da grande farò la giornalista. Il piano B è quello di riportare in vita i dinosauri. Nei circa vent’anni successivi colleziono una laurea in Editoria e Comunicazione Multimediale, una lunga militanza in Amnesty International e un master in giornalismo alla IFG/Walter Tobagi. Ora spero di poter coronare il mio sogno di sempre. Ai dinosauri penserò la prossima volta.
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