La raffinata arte di ripianare il bilancio

Ancora alle prese con orde di alieni da combattere? Case infestate? Zombie succhia cervelli? Dilettanti! Provate a ripianare il budget del Maryland, se ne avete il coraggio!

La sfida parte dal Maryland Budget and Tax Policy Institute, che ha messo online un giochino in flash. Gli sventurati giocatori devono decidere dove spendere e dove no per non mandare in bancarotta uno stato schiacciato da un deficit altissimo. Come se non bastasse, troppi tagli faranno imbestialire i gruppi di interesse del paese, che scenderanno in piazza a protestare.

Neil Bregsman, direttore dell’istituto, ha spiegato che lo scopo è informare ed educare anche le persone che non si sognerebbero mai di sfogliare un bilancio. Oltre a dimostrare che ripianare il bilancio è dannatamente difficile. Lor signori ci provino pure, e poi la smettano di sbraitare.

Cosa tagliare?

The Maryland public game rientra nel filone inaugurato nel 1989 da  Hard Object, il cui titolo era tutto un programma. Era una simulazione di bilancio a cura della National Economic Commission che sfidava i cittadini statunitensi a eliminare il deficit entro il 1994 senza tagliare lo stato sociale. In questo caso, lo scopo del gioco era dimostrare al contribuente che aumentare le tasse era inevitabile.

Prevedibilmente Hard Object sollevò le ire dei conservatori, che contrattaccarono con Fair Freeze simulation, che dava la possibilità, esclusa dalla simulazione precedente, di alterare il tasso nazionale di crescita economica.  Dimostrando, come scrisse J. C. Herz ne Il popolo del Joystick, che  “sarebbe stato possibile ripianare facilmente il bilancio, se tutti in America si fossero gonfiati di anfetamina sul posto di lavoro.”

Informazioni su rossarossana

Milano, 1988. Ho cinque anni. Quando me lo chiedono, rispondo che da grande farò la giornalista. Il piano B è quello di riportare in vita i dinosauri. Nei circa vent’anni successivi colleziono una laurea in Editoria e Comunicazione Multimediale, una lunga militanza in Amnesty International e un master in giornalismo alla IFG/Walter Tobagi. Ora spero di poter coronare il mio sogno di sempre. Ai dinosauri penserò la prossima volta.
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