Gamers4Croydon: un partito contro la censura videoludica

“Politici. E’ un brutto mondo. Ma non dovrebbe esserlo”. Videogiocatori all’attacco nel sud dell’Australia. Stanchi di essere additati come la causa dei mali della società, hanno fondato un partito, Gamers4Croydon. Nel loro programma si parla di rappresentanza reale, diritti civili, sviluppo sostenibile e protezione dell’infanzia.

Il loro obiettivo principale, però, è quello di mandare a casa Michael Atkinson, laburista, deputato del parlamento dell’Australia meridionale e attuale Ministro della Giustizia. La sua colpa: impedire di fatto l’importazione, la vendita e l’acquisto su tutto il territorio nazionale dei videogiochi vietati ai minori.

Un manifesto elettorale di G4C: nella bocca di Pacman, Atkinson

Il problema è nel sistema di classificazione australiano, che risale a molti anni fa. Sopra il bollino “15 anni o più”  non esiste nulla, e i giochi rimasti privi di classificazione vengono bloccati. Atkinson avrebbe il potere di ovviare al problema immediatamente. Ma non vuole. Anzi, tratta con disprezzo chiunque osi sollevare la questione, accusandolo di voler corrompere l’infanzia.  Così addio Manhunt, Silent Hill, Alien vs Predator e Grand Theft Auto, solo per dirne alcuni.

Esasperati, i videogiocatori hanno creato Gamers4Croydon (Croydon è il distretto in cui Atkinson ha la sua base elettorale). E hanno sfidato il Ministro, candidando Kat Nicholson, videogiocatrice e studentessa di giornalismo, alle prossime elezioni.

Akinson l’ha presa in modo sportivo: “Agli elettori di Croydon  sarà ora chiesto direttamente se vogliono videogiochi interattivi in cui i giocatori guadagnano punti stuprando madri e figlie, facendosi saltare in aria e torturando esseri umani, uccidendo persone e assumendo droghe”.

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Informazioni su rossarossana

Milano, 1988. Ho cinque anni. Quando me lo chiedono, rispondo che da grande farò la giornalista. Il piano B è quello di riportare in vita i dinosauri. Nei circa vent’anni successivi colleziono una laurea in Editoria e Comunicazione Multimediale, una lunga militanza in Amnesty International e un master in giornalismo alla IFG/Walter Tobagi. Ora spero di poter coronare il mio sogno di sempre. Ai dinosauri penserò la prossima volta.
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