Non ci sono più i Gandhi di una volta

Qualche anno fa Joseph De Lappe, artista docente di Media Digitali presso l’Università del Nevada, aveva deciso di rispondere alla propaganda di America’s Army con una sorta di sit-in virtuale. Ogni tanto si arruolava in una squadra e utilizzava la chat come un megafono, iniziando a digitare la lista dei nomi dei soldati morti in Iraq, con età e data del decesso. Il più delle volte veniva immediatamente ucciso dagli altri giocatori, spesso dai suoi stessi compagni di squadra.

Poi aveva ricreato in Second Life la Marcia del Sale di Gandhi, con tanto di tapis roulant  collegato al computer, per dare modo ai visitatori della sua galleria d’arte di far avanzare il personaggio. Oggi De Lappe ci riprova, con un’altra installazione online.

L’avatar del povero leader indiano, come già successe all’originale dopo la marcia, è stato imprigionato. Si trova in una cella dell’Odyssey Contemporary Art and Performance Island e sarà rilasciato solo il 26 gennaio. Nel frattempo siede tranquillo a leggere ai visitatori articoli sulle torture ai presunti terroristi nell’era Bush.

Ognuno ha i Gandhi che si merita

Per festeggiare la liberazione, De Lappe sta organizzando un party, durante il quale, i manifestanti intoneranno canzoni di protesta. Tra gli avatar che parteciperanno, quelli di Beatles, Amy Winehouse, Benedetto XVI, Hello Kitty, Jim Morrison, il Principe Carlo e Spongebob Squarepants. La festa su terrà dalle 10 alle 18, ovvero dalle 11 pomeridiane SLT (Second Life Time), del 26 gennaio.

Chi non frequenta Second Life è caldamente invitato  a riprendersi mentre strimpella  Masters of War di Bob Dylan e caricare il  – probabilmente tragico, ma non più di tutto il resto – risultato su You Tube.

Informazioni su rossarossana

Milano, 1988. Ho cinque anni. Quando me lo chiedono, rispondo che da grande farò la giornalista. Il piano B è quello di riportare in vita i dinosauri. Nei circa vent’anni successivi colleziono una laurea in Editoria e Comunicazione Multimediale, una lunga militanza in Amnesty International e un master in giornalismo alla IFG/Walter Tobagi. Ora spero di poter coronare il mio sogno di sempre. Ai dinosauri penserò la prossima volta.
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