La tragedia dei conigli. Ovvero come ti piego le regole per venderti un’idea.

Tragedy of the bunnies” è l’esempio più classico di cosa vuol dire cercare di imbeccare il giocatore. Lo scopo sarebbe anche onorevole: cercare di spiegare ai ragazzini la teoria della “tragedia dei beni comuni”. Secondo Garret Hardin,  microbiologo ed ecologista, se lasciati liberi di agire, i singoli tendono ad approfittare delle risorse naturali fino a distruggerle.

Un cacciatore tenterà di uccidere il maggior numero possibile di conigli selvatici, consapevole che i suoi colleghi faranno altrettanto. Se gli animali sono troppo pochi, o i cacciatori troppi, si arriverà alla tragedia. Bisognerà iniziare a nutrirsi di bacche. Questo è quanto dice la teoria, che non offre soluzioni al problema. Questo è quanto accade nel primo livello del gioco. Intuitivo, razionale e con diverse riprove nella realtà.

Tragedy of the bunnies

Cambia la scena. L’intero campo di gioco è recintato, i conigli  suddivisi in gruppi uguali tra i tre  giocatori. Le bestiole sono così contente che iniziano a riprodursi, cosa che prima si erano dimenticate di fare. Quasi intuitivo,  e quasi razionale. Non necessariamente obbligato.

Potevamo andare a parlamentare con i nostri due rivali e stabilire regole comuni. Si sono dimostrati razionali, tanto che hanno diviso equamente con noi i conigli. No. L’opzione non è contemplata.

Nelle spiegazioni, in piccolo e in un’altra pagina, i nostri amici sviluppatori spiegano che sì, ci avevano pensato anche loro, a questa trovata dell’accordo tra pari. Ma secondo loro non funziona. Meglio lasciarla perdere e recintare tutto.

Chissà cosa ne pensano del protocollo di Kyoto.

Informazioni su rossarossana

Milano, 1988. Ho cinque anni. Quando me lo chiedono, rispondo che da grande farò la giornalista. Il piano B è quello di riportare in vita i dinosauri. Nei circa vent’anni successivi colleziono una laurea in Editoria e Comunicazione Multimediale, una lunga militanza in Amnesty International e un master in giornalismo alla IFG/Walter Tobagi. Ora spero di poter coronare il mio sogno di sempre. Ai dinosauri penserò la prossima volta.
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