“Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…”

Spacewar, 1961

Il 28 dicembre 1895 molti degli spettatori della prima proiezione cinematografica della storia scappano terrorizzati, convinti che la locomotiva che vedono sullo schermo stia per schiacciarli. Nessuno di loro – e nemmeno i fratelli Lumiere – pensa però per un solo istante che il cinema potrà mai essere qualcosa di più di uno spettacolo da circo.

Bastano cinquant’anni perchè si arrivi a capolavori come “Ladri di biciclette” o “Tempi moderni” e ancora meno,  circa trent’anni, perchè ci si accorga di quanto il cinema sia un’arma potente, in grado di commuovere, far riflettere e addirittura mobilitare. “La corazzata Potemkin” è datata 1925. Da allora, i film di propaganda hanno fatto pareccchia strada.

Gli inizi del videogioco sono molto meno epici. Qualche pallino e qualche icona che da lontano poteva ricordare un’astronave. È il 1962 e siamo in un laboratorio del MIT. Un ricercatore ha appena creato, in un ritaglio di tempo, il codice sorgente di Spacewar, che gira su un computer grosso come tre frigoriferi.

Quarant’anni dopo, i videogiochi hanno ampiamente dimostrato – almeno a chi ci gioca – di essere una nuova forma d’arte, in grado a sua volta di coinvolgere, commuovere e far riflettere. Sempre più spesso vengo usati per trasmettere, messaggi politici e ideologici più o meno celati, che risultano più insidiosi perchè persi sottogamba.  I videogiochi, è opinione diffusa in grandi strati della popolazione, “sono roba da ragazzi”, di cui non vale la pena di prendersi briga. Un passatempo un pò stupido e fondamentalmente inutile.

Innocuo come una locomotiva lanciata a tutta velocità.

Informazioni su rossarossana

Milano, 1988. Ho cinque anni. Quando me lo chiedono, rispondo che da grande farò la giornalista. Il piano B è quello di riportare in vita i dinosauri. Nei circa vent’anni successivi colleziono una laurea in Editoria e Comunicazione Multimediale, una lunga militanza in Amnesty International e un master in giornalismo alla IFG/Walter Tobagi. Ora spero di poter coronare il mio sogno di sempre. Ai dinosauri penserò la prossima volta.
Questa voce è stata pubblicata in Quando giocare è un'arte, Tutta un'altra Storia e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...