Se per Tremonti la crisi è un videogioco

«La crisi economica è come un videogame», spiegava l’indomito Giulio Tremonti nell’aprile del 2008. «Il primo mostro sconfitto è stato quello dei subprime – continuava il ministro  – . Il secondo il collasso del credito, poi le bancarotte bancarie e quindi il collasso delle Borse». Dopo ogni mostro, spiegava, ne spunta sempre uno più forte: le carte di debito, le bancarotte societarie e i derivati». Il Nostro ha insistito più volte nell’ardita metafora, forse illudendosi di essere simpatico.

Tremonti retrocesso al primo livello (foto: Linkiesta)
Tremonti retrocesso al primo livello (foto: Linkiesta)

In questi giorni, per fortuna, si è reso conto che non era più molto il caso di tirarla fuori. Ha fatto la faccia di quello che non solo è stato spatasciato dal guardiano del primo livello delle segrete di Bruxelles ma non ha fatto nemmeno in tempo a schivare la banana esplosiva. Ha mormorato qualcosa del tipo «se ci fossero stati gli Eurobond e avessi avuto ancora con me la mia spada laser sarebbe finita diversamente» e poi ha deciso di tacere. Chissà se gradirà il simpatico omaggio di Linkiesta. In ricordo dei tempi migliori. Purtroppo anche per noi.

About rossarossana

Milano, 1988. Ho cinque anni. Quando me lo chiedono, rispondo che da grande sarò una giornalista. Il piano B è quello di diventare paleontologa. Spero, in segreto, di riuscire a riportare in vita i dinosauri. Nei circa vent’anni successivi, colleziono una laurea in Editoria e Comunicazione Multimediale e una lunga collaborazione con Amnesty International. Nel 2008 inizio a lavorare nella divisione web di una grande casa editrice, ma l’antica passione torna a bussare. È un attimo. Mollo tutto. Mi iscrivo al test per la scuola di giornalismo IFG/Walter Tobagi. Lo supero. Ora spero di poter coronare il mio sogno di sempre. Sono ottimista. Ai dinosauri penserò la prossima volta.
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